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	<title>Pentola &#8211; Chef per Passione</title>
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	<description>Il portale del gusto in Liguria</description>
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	<title>Pentola &#8211; Chef per Passione</title>
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		<title>Strangolapreti</title>
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				<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 11:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eva Perasso]]></dc:creator>
		
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				<description><![CDATA[<p>Gli strangolapreti, proprio come racconta il loro nome, sono un piatto trentino che si diceva tanti anni fa fossero il piatto prediletto dei religiosi nel corso del Concilio di Trento tra il 1545 e il 1563. Per via della loro grande gola, i preti ne mangiavano fino a&#8230;. strangolarsi! Il piatto è semplice e sostanzioso, [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Gli strangolapreti, proprio come racconta il loro nome, sono un piatto trentino che si diceva tanti anni fa fossero il piatto prediletto dei religiosi nel corso del Concilio di Trento tra il 1545 e il 1563.<br />
Per via della loro grande gola, i preti ne mangiavano fino a&#8230;. strangolarsi!<br />
Il piatto è semplice e sostanzioso, si condisce con tanto burro e con la salvia, si arricchiscono con una bella spolverata di parmigiano e si mangiano belli caldi.</p>
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		<title>Mandilli de saea</title>
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				<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 11:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eva Perasso]]></dc:creator>
		
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				<description><![CDATA[<p>“Mandilli de Saea” letteralmente dal genovese significa &#8220;fazzoletti di seta&#8221;, ma si tratta di un gustosissimo primo piatto della tradizione ligure, una lasagna sottile condita con il pesto. Le lasagne sono rigorosamente di pasta all&#8217;uovo, passata e lavorata per essere sottilissima e larga, proprio come un fazzoletto. L&#8217;origine del nome è arabo-genovese. Il pesto che [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>“Mandilli de Saea” letteralmente dal genovese significa &#8220;fazzoletti di seta&#8221;, ma si tratta di un gustosissimo primo piatto della tradizione ligure, una lasagna sottile condita con il pesto.<br />
Le lasagne sono rigorosamente di pasta all&#8217;uovo, passata e lavorata per essere sottilissima e larga, proprio come un fazzoletto. L&#8217;origine del nome è arabo-genovese.<br />
Il pesto che le accompagna è naturalmente fatto col mortaio, come vuole la tradizione.</p>
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		<title>Pansoti al sugo di noci</title>
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				<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 14:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eva Perasso]]></dc:creator>
		
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				<description><![CDATA[<p>Non confondeteli mai con i ravioli e verificate che il loro ripieno sia quello storico fatto di erbette selvatiche raccolte sulle alture della Liguria, davanti al mare. I pansoti in Liguria sono una cosa seria. E soprattutto sono buonissimi! La loro tradizione si tramanda di casa in casa, di cuoco in cuoco, di famiglia in [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Non confondeteli mai con i ravioli e verificate che il loro ripieno sia quello storico fatto di erbette selvatiche raccolte sulle alture della Liguria, davanti al mare. I pansoti in Liguria sono una cosa seria. E soprattutto sono buonissimi! La loro tradizione si tramanda di casa in casa, di cuoco in cuoco, di famiglia in famiglia. A seconda delle zone (ma anche delle case) cambia la loro forma, o magari il mix sapiente di erbe che con la ricotta ne costituiscono il ripieno, ma ci sono cose che non vanno dimenticate: la prima è che il condimento dei pansoti è solo uno, la salsa di noci. Il secondo è che la star di questa pasta fresca è il preboggion, che letteralmente significa “prima di bollire”: questo perché le erbe spontanee raccolte sui crinali della dolce Liguria sono poi da bollire insieme per dare quel gusto così speciale ai pansoti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Brodosilli</title>
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				<pubDate>Thu, 02 Jan 2020 09:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eva Perasso]]></dc:creator>
		
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				<description><![CDATA[<p>Una ricetta abruzzese, una pasta fresca in brodo, storica della transumanza dei pastori d&#8217;Abruzzo. Una pietanza calda, nutriente, calorica, ma molto semplice: uova e farina per la pasta, lardo e guanciale pestati e brodo per il condimento. Con questa ricetta torna alla conduzione la nostra Matilde Brandi che ci accompagnerà per diverse settimane, restate con [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Una ricetta abruzzese, una pasta fresca in brodo, storica della transumanza dei pastori d&#8217;Abruzzo.</p>
<p>Una pietanza calda, nutriente, calorica, ma molto semplice: uova e farina per la pasta, lardo e guanciale pestati e brodo per il condimento.</p>
<p>Con questa ricetta torna alla conduzione la nostra Matilde Brandi che ci accompagnerà per diverse settimane, restate con noi!</p>
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		<title>Ciceri e tria</title>
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				<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 13:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eva Perasso]]></dc:creator>
		
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				<description><![CDATA[<p>Arriva dagli arabi che un tempo regnavano in Puglia la ricetta dei “Ciciri e tria”, la versione salentina della pasta coi ceci. Tradizione qui vuole che sia una specie di tagliatella, che viene in parte lessata e in parte fritta, unita poi ai ceci, sostanzialmente stufati. “Ciciri” sono chiaramente i ceci, un termine che deriva [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">Arriva </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>dagli arabi</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> che un tempo regnavano in Puglia la ricetta dei “Ciciri e tria”, la </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>versione salentina della pasta coi ceci</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">.</span></span><i> </i><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">Tradizione qui vuole che sia una </span></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>specie di tagliatella</b></span></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, che viene in parte </span></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>lessata</b></span></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> e </span></span></em><strong><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">in parte </span></span></strong><strong><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">fritta</span></span></strong><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>, </b></span></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">u</span></span></em><strong><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">nita poi ai </span></span></strong><strong><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">ceci</span></span></strong><strong><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">,</span></span></strong><i> </i><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> sostanzialmente stufati. </span></span></em></p>
<p align="justify"><em>“<span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Ciciri”</b></span></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> sono chiaramente i ceci, un termine che deriva dal </span></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>latino; “tria” è la pasta</b></span></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, un termine che deriva dall’</span></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>arabo</b></span></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> (</span></span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">&#8220;itriyah&#8221;, pasta secca)</span></span><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">. Il piatto viene chiamato anche </span></span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>&#8220;Massa di San Giuseppe&#8221;,</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> perchè preparato proprio per il </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>19 marzo</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, &#8220;Festa del Papà&#8221;. Rappresentava il piatto principale delle </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>&#8220;Tavole di San Giuseppe&#8221;</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, un rituale antico che si svolgeva quel giorno, durante il quale si allestivano delle grandi tavolate con i prodotti della terra per offrire un </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>pasto ai poveri </b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">del paese. Ancora oggi in alcuni borghi si ripete, nel giorno del Santo, questo rituale per fare un voto o ottenere una grazia. </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Oggigiorno</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, comunque, il piatto viene preparato durante </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>tutto l&#8217;anno</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">È forse la pietanza </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>più rappresentativa</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> della tradizione culinaria </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>salentina.</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> Le sue origini si possono trovare negli scritti del poeta latino </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Orazio</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, che decantava una minestra composta da ceci, porro e lasagne. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">Un piatto </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>povero</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> ma molto </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>gustoso</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, reso più goloso dal fatto che parte della pasta &#8211; </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>i &#8220;frizzuli&#8221;</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> &#8211; viene fritta (tradizionalmente piuttosto in olio extravergine di oliva, non di semi).</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">L’abbinamento del carboidrato coi ceci la rende poi anche un piatto </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>sano e nutriente</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">. I </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>ceci </b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">sono il </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>legume più amato</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> dagli italiani; negli ultimi anni il loro </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>consumo è cresciuto</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, così come sono cresciuto gli acquisto della loro versione </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>secca</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> (versus scatoletta). </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #282828;">È </span></span></span><span style="color: #282828;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">cresciuta e si è arricchita così anche la </span></span></span><span style="color: #282828;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>produzione </b></span></span></span><span style="color: #282828;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">nostrana, con la riscoperta di </span></span></span><span style="color: #282828;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>antiche varietà</b></span></span></span><span style="color: #282828;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, come il cece di Merella del Piemonte, il cece del solco dritto di Valentano nel Lazio o il cece nero del Fortore in Campania.</span></span></span></p>
<p align="justify"><a name="more"></a> <span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">Non avete tempo di preparare la </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>pasta in casa?</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> Potete comprare delle tagliatelle fresche o utilizzare della pasta secca di forma simile. Meglio che niente, no?</span></span></p>
<p align="justify">
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		<title>Carbonara per tutti</title>
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				<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 11:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eva Perasso]]></dc:creator>
		
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				<description><![CDATA[<p>Quante versioni esistono della carbonara? Ma la ricetta ufficiale, lo sanno i patiti, è solo una! Oggi si cimenta nella ricetta di questo classico amato in tutte le case degli italiani la nostra Maria Teresa Ruta. La Carbonara per tutti è la versione che ci propone oggi, nella proposta della figlia Guendalina Goria, ovvero adatta [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Quante versioni esistono della carbonara? Ma la ricetta ufficiale, lo sanno i patiti, è solo una! Oggi si cimenta nella ricetta di questo classico amato in tutte le case degli italiani la nostra Maria Teresa Ruta.</p>
<p>La Carbonara per tutti è la versione che ci propone oggi, nella proposta della figlia Guendalina Goria, ovvero adatta anche ai vegetariani.<br />
Avocado, pinoli, basilico perenne&#8230; la puntata è curiosa e tutta da vedere.</p>
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		<title>Risotti dell&#8217;Accademia</title>
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				<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 11:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eva Perasso]]></dc:creator>
		
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				<description><![CDATA[<p>Tanti risotti diversi, così come sono tradizionalmente raccolti nei ricettari dell&#8217;Accademia della Cucina Italiana: li ripropone in questa puntata speciale Maria Teresa Ruta, con il proprietario de &#8220;I tre scalini&#8221; di Creazzo, Vicenza, che ha portato alla nostra conduttrice il radicchio trevigiano tardivo, un re tra gli ingredienti per i risotti! Ecco perché in questa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.chefperpassione.it/ricette/risotti-dellaccademia/">Risotti dell&#8217;Accademia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.chefperpassione.it">Chef per Passione</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti risotti diversi, così come sono tradizionalmente raccolti nei ricettari dell&#8217;Accademia della Cucina Italiana: li ripropone in questa puntata speciale Maria Teresa Ruta, con il proprietario de &#8220;I tre scalini&#8221; di Creazzo, Vicenza, che ha portato alla nostra conduttrice il radicchio trevigiano tardivo, un re tra gli ingredienti per i risotti!</p>
<p>Ecco perché in questa puntata Maria Teresa ci propone non una ma due anzi tre ricette diverse: il risotto all&#8217;arancia e poi quello al radicchio veneto. E poi, a sorpresa, il risotto con la foglia d&#8217;oro ripreso dalla tradizione di Gualtiero Marchesi.<br />
Una puntata speciale tutta da gustare!</p>
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		<title>Capunsèi</title>
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				<pubDate>Tue, 24 Dec 2019 11:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eva Perasso]]></dc:creator>
		
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				<description><![CDATA[<p>Sono chiamati anche “gnocchi di pane”, perché è proprio il pane il loro ingrediente principale. Antichissimo piatto della tradizione contadina mantovana, sono originarie in particolare della zona di Volta Mantovana, a una ventina di chilometri dal Lago di Garda. Nelle circostanti colline moreniche, un angolo di paradiso detto ’piccola Toscana’ si erano insediati gruppi di immigrati [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">Sono chiamati anche “</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>gnocchi di pane</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">”, perché è proprio il pane il loro ingrediente principale. Antichissimo piatto della </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>tradizione contadina</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> mantovana, sono originarie in particolare </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>della zona di </b></span></span></span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Volta_Mantovana"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Volta Mantovana</b></span></span></span></a><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, a una ventina di chilometri dal Lago di Garda. Nelle circostanti </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>colline moreniche</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, un angolo di paradiso detto ’piccola Toscana’ si erano insediati gruppi di </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>immigrati tirolesi</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, e come sappiamo uno dei piatti iconici della cucina tirolese sono i </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Canederli</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> &#8211; dei ‘gnocconi’ di pane.</span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">Un piatto della </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>‘cucina povera’</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> – in contrapposizione alla cucina mantovana, scenografica e altolocata del Quattrocento e Cinquecento – che la </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Regione Lombardia</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> ha inserito nel 2006 nella lista dei suoi piatti tradizionali, ossia </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>&#8220;De.C.O.&#8221; (</b></span></span></span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Denominazione_comunale_d%27origine"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Denominazione comunale d&#8217;origine</b></span></span></span></a><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>),</b></span></span></span> <span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">in questo caso tipico delle Colline Moreniche del Garda, appunto. </span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">Una pietanza </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>semplice ma molto sostanziosa</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, che può essere consumata </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>in brodo o asciutta </b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">e condito con burro fuso o ragù.</span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">A seconda delle località delle colline moreniche mantovane, i Capunsei vengono cucinati con </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>diverse varianti</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">; la ricetta che vi presentiamo è </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>quella tradizionale di Volta Mantovana</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">, che prevede l’utilizzo di pochi, semplici, ingredienti.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">Con l’occasione, vi voglio raccontare però qualcosa a proposito delle altre. La più particolare è quella di </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Solferino</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> (sì, proprio il paese dove nel 1859 si è combattuta la famosa </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>battaglia </b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">fra l&#8217;esercito austriaco e quello franco-sardo che ha posto fine alla </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Seconda Guerra d’Indipendenza</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">)</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;">. La variante risale ai tempi dei </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Gonzaga</b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> (che hanno governato dal 1300 al 1700) e prevede l&#8217;aggiunta di amaretti sbriciolati all&#8217;impasto. La </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"><i>confraternita del Capunsèl</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: large;"> di Solferino ha inteso promuoverlo e tutelarlo.</span></span></span></span></span></p>
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		<title>Ravioli di zucca</title>
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				<pubDate>Mon, 23 Dec 2019 16:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eva Perasso]]></dc:creator>
		
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				<description><![CDATA[<p>Nella ricetta proposta da Maria Teresa Ruta oggi, che ha come ospite speciale sua figlia Guenda, ovvero quella dei ravioli di zucca, il ripieno è un po&#8217; diverso dal solito. Un mix di zucca e amaretto, a cui si aggiungono sale, parmigiano stagionato, per dare un tocco forte. Volendo si possono cremolare con gorgonzola. Si [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Nella ricetta proposta da Maria Teresa Ruta oggi, che ha come ospite speciale sua figlia Guenda, ovvero quella dei ravioli di zucca, il ripieno è un po&#8217; diverso dal solito.</p>
<p>Un mix di zucca e amaretto, a cui si aggiungono sale, parmigiano stagionato, per dare un tocco forte. Volendo si possono cremolare con gorgonzola.<br />
Si comincia con un battuto di zucca e ricotta, che vanno amalgamate per poi aggiungere gli amaretti sgretolati.</p>
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		<title>Gnocchi al modo antico</title>
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				<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 14:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eva Perasso]]></dc:creator>
		
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				<description><![CDATA[<p>Sono una delle tante ricette di primi piatti, saporiti e sostanziosi, della Carnia, regione di montagne del Friuli Venezia Giulia dove negli ultimi anni – come è successo un po’ in generale- vi è stata infatti una rivalutazione della cucina &#8220;povera&#8221;, parallelamente alla riscoperta del &#8220;mondo verde&#8221;. Quella che vi proponiamo oggi è la versione [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Sono una delle tante ricette di primi piatti, saporiti e sostanziosi, della Carnia, regione di montagne del Friuli Venezia Giulia dove negli ultimi anni – come è successo un po’ in generale- vi è stata infatti una rivalutazione della cucina &#8220;povera&#8221;, parallelamente alla riscoperta del &#8220;mondo verde&#8221;. Quella che vi proponiamo oggi è la versione ripiena di salsiccia e formaggi; altra versione è quella all’ortica, in cui quest’erba viene arricchita con uva passa e profumata con cipolla e cannella. Il formaggio Latteria Vecchia è immancabile, ma viene utilizzato solo per arricchire il condimento che, come in questo caso, è burro&amp;salvia. Andiamo allora a scoprire qualcosa di più su questo formaggio. È un formaggio prodotto a partire da latte pastorizzato, è a pasta dura e friabile e con la stagionatura tende a scagliare. Per produrlo si usano gli stessi fermenti usati per il Grana e come il Grana è ottimo per condire, come formaggio da grattugia. Volete provarlo “puro” per assaporarlo in tutta la sua pienezza? Polenta calda e vino rosso! Altro formaggio tipico della ricetta è la ricotta affumicata, che noi siamo più abituati ad associare alle preparazioni meridionali, ma che invece è molto caratteristico anche della Carnia. Viene prodotta mediante una pressatura della ricotta fresca e la sua successiva affumicatura è fatta con fumo di legna di faggio. E poi di tipico abbiamo il pane di segale, un pane fino a pochissimo tempo fa riservato agli abitanti delle nostre montagne e che invece negli ultimi anni si vende sempre di più in tutta la Penisola. È saporito, si conserva a lungo, è ricco di fibre e sazia parecchio. Oggi non è difficile comprarlo anche in città, presso le panetterie più rifornite e anche in supermercati e discount. Attenzione, però: data l’ondata “salutista”, questi cereali alternativi al grano sono spesso pubblicizzati quando compaiono nelle preparazioni e poi si scopre che del suddetto cereale ne è presente una percentuale ridicola! Se trovate il “pane alla segale”, controllate quanta segale c’è! In questo caso, comunque, a differenza di farro, orzo etc, quando la segale domina, si vede a occhio nudo: è un pane davvero bello scuro!</p>
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		<title>Cassola</title>
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				<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 18:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eva Perasso]]></dc:creator>
		
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				<description><![CDATA[<p>Un piatto invernale della tradizione lombarda il cui nome deriva probabilmente dal cucchiaio con cui si mescola (casseou) o dalla pentola in cui si prepara (casseruola). La maniera di scriverlo ha molte varianti a seconda della provenienza geografica e della traslitterazione dal dialetto (cassœula, cassœûla ,etc.), tante varianti quante sono quelle dei suoi ingredienti. Il [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Un piatto invernale della tradizione lombarda il cui nome deriva probabilmente dal cucchiaio con cui si mescola (casseou) o dalla pentola in cui si prepara (casseruola). La maniera di scriverlo ha molte varianti a seconda della provenienza geografica e della traslitterazione dal dialetto (cassœula, cassœûla ,etc.), tante varianti quante sono quelle dei suoi ingredienti. Il cui concetto è però il seguente: le parti meno nobili (e più economiche) del maiale unite alle verze (che per tradizione si raccolgono solo dopo che hanno preso la prima gelata) e un tocco di concentrato di pomodoro, giusto per ravvivare l’altrimenti grigiastro look della pietanza. Nella variante ricca della Brianza si aggiunge ad esempio la luganega, o salsiccia di Monza, poi le cotenne fresche e uno zampetto di maiale. Nel territorio di Como si usa prepararla con la testina di maiale al posto dello zampetto. Altre varianti prevedono addirittura di carne d’oca (in Brianza si prepara la “Cassola d’anatra”). La verza, ortaggio della stagione fredda, è ricca di antiossidanti e in commercio ne esistono vari tipi. C&#8217;è quella rosa con le foglie esterne ben aperte, oppure senza foglie esterne e a forma di palla. Questo tipo di verza è conosciuta anche come cavolo di Milano o Sabauda, dato che è protagonista di molte ricette tipiche inclusa proprio la cassoeula. In questa ricetta compaiono poi i “Verzini”, che nulla hanno a che vedere col suddetto cavolo. Chiamati anche “Salamella fresca”, si tratta infatti di un insaccato fresco di puro suino, tipico di tutto il territorio lombardo. I Verzini sono prodotti con carne e grasso di suino macinati insieme, cui sono aggiunti in fase di lavorazione, sale, pepe e spezie. Hanno una pasta di color rosa chiaro, una lunghezza di 5-6 centimetri e vengono legati a filze da tre pezzi. Di consistenza morbida, i Verzini hanno un sapore dolce e delicatamente speziato. La denominazione di “Verzini” è legata proprio all’uso di questo prodotto con la verza per la preparazione della Cassoeula.</p>
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		<title>Piatto dei poveri</title>
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				<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 18:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eva Perasso]]></dc:creator>
		
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				<description><![CDATA[<p>Il piatto dei poveri nella versione di Maria Teresa Ruta ovvero come risolvere un momento tragico in cucina, quando mancano&#8230; gli ingredienti! Quante volte vi sarà capitato? Maria Teresa Ruta si cimenta con un grande classico: prendete una patata, un po&#8217; di vino avanzato, una testa d&#8217;aglio, acciughe e prezzemolo e del pan grattato&#8230; e [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Il piatto dei poveri nella versione di Maria Teresa Ruta ovvero come risolvere un momento tragico in cucina, quando mancano&#8230; gli ingredienti! Quante volte vi sarà capitato?<br />
Maria Teresa Ruta si cimenta con un grande classico: prendete una patata, un po&#8217; di vino avanzato, una testa d&#8217;aglio, acciughe e prezzemolo e del pan grattato&#8230; e poi naturalmente cuocete della pasta e potrete ottenere un piatto gustosissimo, che somiglia ad antiche ricette siciliane, per prepararla basta seguire i consigli di Maria Teresa nella puntata di oggi.</p>
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