succhi

Disintossicare e riequilibrare il fegato con i succhi detox

Il fegato si occupa di filtrare ogni litro di sangue, durante il giorno e la notte, per preservare l’organismo da quelle sostanze che non vengono digerite e possono compromettere le naturali funzionalità. E’ possibile proteggerlo con una sana alimentazione a base di ortaggi e frutti che svolgono l’importante ruolo di disintossicazione ripristinando l’equilibrio ormonale.

I succhi detox sono preparati con verdure specifiche in grado di stimolare la purificazione del fegato, ripristinandone il corretto funzionamento. Ogni estratto, riducendo la presenza di tossine nell’organismo, permette di avere più energia. Essenziale bere una sufficiente quantità d’acqua per agevolare la depurazione del fegato.

Succo a base di sedano e limone:

– 3 limoni biologici

– 2 tazze di prezzemolo tritato

– 5 coste di sedano

– 6 tazze d’acqua

 

Succo a base di carota e barbabietola:

– 600 g di carote

– 300 g di barbabietola

– 300 g di cetrioli

 

Succo a base di cavolo nero:

– 2 tazze di cavolo nero tritato

– 1 tazza di cetriolo tritato

– 1 tazza di bietola tritata

– 1 limone sbucciato

 

Succo a base di sedano e zenzero:

– 1 barbabietola

– 6 gambi di sedano

– 1 bicchiere di coriandolo fresco

– il succo di ½ limone

– un pezzetto di zenzero

 

Succo a base di tarassaco:

– foglie di tarassaco

– 4 carote pulite

– ½ cetriolo con la buccia

– ½ limone sbucciato

caramelle

Caramelle, componenti e differenze

La caramella è classificabile nel più ristretto gruppo di prodotti di confetteria. Questa categoria comprende una vasta gamma di dolci differenti tra loro che hanno, però, in comune la base di preparazione; gli zuccheri.

Le caramelle dure: caratterizzate dal basso contenuto d’acqua che consente una lunga conservazione (shelf-life). I principali ingredienti sono lo zucchero e lo sciroppo di glucosio, in quantità rilevanti nelle caramelle dure possono essere presenti cioccolato, miele e latte, in piccole quantità alcuni additivi come i coloranti e gli aromatizzanti. Componenti: acqua (2,7), tracce di proteine, carboidrati (97,6), 344 Kcal.

Le caramelle morbide o Toffee: conosciute in Italia come caramelle Mou, sono caratterizzate da una morbida consistenza. Gli ingredienti principali sono lo zucchero e il glucosio con l’aggiunta di grassi vegetali idrogenati o grassi animali come burro ed emulsionanti per rendere più omogena la consistenza. Componenti: acqua (4,8), proteine (0,2), lipidi (17,2), carboidrati (71,7), 430 Kcal.

Le caramelle gommose e le gelatine: esiste una differenza tra questi tipi di caramelle, l’elasticità. Le caramelle gommose sono più elastiche e dure rispetto a quelle gommose. Gli ingredienti principali sono lo zucchero, lo sciroppo di glucosio, e la gelatina garante di elasticità. Componenti: acqua (29,7), proteine (0,1), carboidrati (69,95), 266 Kcal.

Le caramelle senza zucchero: questo tipo di dolce ha un processo produttivo identico a quello delle caramelle tradizionali ad eccezione dell’utilizzo dello zucchero, sostituito con dolcificanti e polioli. E’ anche possibile trovare il sorbitolo e l’isomalto, al posto dello zucchero, in cui le calorie sono inferiori rispetto al saccarosio.

Santa’s beard made out of spinach on a plate

Basta sensi di colpa, la nuova dieta per prepararsi al cenone di Natale

E’ Antonio Migliaccio, presidente della Società italiana di scienze dell’alimentazione, a suggerire una dieta di pasti ipocalorici equilibrati da seguire due settimane prima di Natale.

Non è una dieta all’insegna di sacrifici o privazioni alimentari, ma di moderazione ed equilibrio che consente di perdere fino a 2 chili con dosi adeguate.

Per la colazione è possibile scegliere tra:
– Bicchiere di latte parzialmente scremato
– Caffè con 2 fette biscottate
– Tè con miele

Per lo spuntino di metà mattinata:
– Kiwi
– Mela
– Arancia
– Cappuccino con un cucchiaino di miele

Per lo spuntino pomeridiano:
– Pacchetto di crackers da 25 g
– Yogurt magro da 125 g
– Barretta di cereali di 20 g
– Frutta secca
– Tè con biscotti

Per il pranzo e la cena:
– Un secondo piatto con contorno: uova, legumi, formaggi (una volta a settimana)
– Pesce fresco o in conserva: tonno, sardine, sgombro, acciughe e salmone.
Non possono mancare le verdure crude o cotte condite con un cucchiaino di olio extravergine di oliva.
Come carboidrati è possibile mangiare mezza rosetta da 40 g o un pacchetto di crackers da 25 g.

barrette

ChocoWellness la barretta gourmet per un progetto charity

ChocoWellness Milano è la prima barretta gourmet creata per un progetto benefico promosso dal team “Il Cioccolato Buono”, Chocolate Academy Milano e patrocinato dal Comune di Milano, dedicato alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Milano.

A partire da dicembre 2019 fino al dicembre 2020 i migliori rappresentanti del panorama gourmet italiano saranno gli artefici di una grande raccolta fondi con protagonista il cioccolato innovativo Eclipse, contenente solo l’1% di zucchero aggiunto. Obbiettivo del progetto la sensibilizzazione sui temi di prevenzione del cancro e sui corretti stili di vita.

Molti campioni sportivi si sono resi disponibili a sostenere il progetto con l’impegno nella promozione di ChocoWellness, sport e alimentazione aono i temi principali su cui si sviluppa il grande tema della prevenzione.

Davide Oldani, testimonial del progetto, afferma: “Mettersi a disposizione per una causa importante come quella sostenuta da Lilt a Milano da oltre 70 anni lo sento come un dovere soprattutto quando si tratta di ricette innovative come quella proposta per la barretta. Speriamo, con il supporto di tutti, di raggiungere, il prima possibile, l’obiettivo di raccolta fondi che ci siamo prefissati”

semi-di-girasole

Semi di girasole, utili al nostro organismo in tanti modi diversi

Considerati integratori naturali, i semi di girasole, sono i frutti di una pianta appartenente alla famiglia delle Astraceae, l’Helianthus annuus.

Ricchi di vitamine, del gruppo B ed E, e di acido folico, questi semi oleosi aiutano il nostro corpo a combattere l’invecchiamento precoce dei tessuti, ma aiutano soprattutto le donne in gravidanza favorendo e contribuendo allo sviluppo sano del feto. Altre componenti nutrizionali si riscontrano nella presenza di: magnesio, potassio, fosforo, fibre, zinco e acido linoleico.

Utilizzati spesso in cucina per guarnire pietanze, insalate o frullati, sono adatti anche per biscotti, focacce, crackers, grissini o per un ottimo pane ai semi di girasole.

bambi

In Italia, un bambino su tre è in sovrappeso

Il rapporto sulla malnutrizione infantile della Ong Helpcode, pubblicato in occasione della Giornata mondiale contro l’obesità, afferma che in Italia un bambino su tre, nella fascia di età tra i 6 e i 9 anni, è in sovrappeso o obeso, questo sarebbe il tasso maggiore di tutta l’Europa.

In Italia i bambini obesi o in sovrappeso sono circa 100mila, con una prevalenza del 21% per i maschi sul 14% delle femmine. In cima alla lista si trovano i bambini campani con oltre il 40% di obesità, seguiti da Molise, Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia. Le percentuali maggiori si trovano nelle famiglie con livelli di istruzione e di reddito inferiori rispetto alla media e in particolare nel Centro e nel Sud del Paese.

Helpcode, in collaborazione con UOC Clinica Pediatrica ed Endocrinologia dell’Istituto Giannina Gaslini (Università degli studi di Genova) ha lanciato la campagna “C’era una volta la cena” con lo scopo di promuovere educazione e prevenzione alimentare, offrendo anche un programma di Cash and Voucher per garantire cibo sano alle famiglie in povertà.

bc

Sua maestà Bagna càuda, la serata al Rumènta

Appuntamento domenica 24 novembre 2019, con Sua maestà Bagna Caôda. Al Rumènta in via dei Giustiniani, una serata dedicata a questo tipico piatto, accompagnato da nettari d’uva prelibati. La bagna càuda è una preparazione a base di un trito di aglio acciughe dissalate e diliscate e la loro successiva cottura a fuoco lento in olio extravergine d’oliva, riducendo il tutto a salsa.

Il Medioevo è l’epoca in cui questo condimento venne introdotto per la prima volta. Si tratta di un’usanza dei contadini piemontesi che avevano bisogno di mettersi al riparo dal freddo invernale: le principali testimonianze localizzano la nascita della bagna cauda nelle zone di Asti, del Monferrato e delle Langhe, proprio nei luoghi in cui i proprietari delle vigne erano soliti festeggiare i vini nuovi con le verdure e questa salsa calda. 

tartufo

Tartufando 2019 nel centro storico: street food, stand e menù a tema a Sarzano

Da giovedì 14 a domenica 17 novembre 2019, l’evento principe sul tartufo, per la terza edizione, ha casa all’interno del Civ di Sarzano e Sant’Agostino, cuore antico della Città di Genova. Appuntamento , per quattro giorni, con Tartufando 2019 in Sarzano. Solita formula per un evento ormai consolidato, in collaborazione con l’assessorato allo Sviluppo Economico e al Commercio di Regione Liguria e all’assessorato al Commercio del Comune di Genova.

All’interno dell’area coinvolta e solo per i giorni della manifestazione, i ristoratori aderenti propongono una ricetta esclusiva alla carta e una proposta street food a base tartufo. Inoltre, in Piazza Sarzano, sono presenti stand gastronomici a tema, vendita diretta al pubblico e tanti incontri sull’oro della terra per eccellenza. Durante il weekend di sabato 16 e domenica 17 novembre, oltre all’esposizione dei prodotti da parte dei mastri tartufai convenzionati, a Tartufando 2019 si svolgono incontri dedicati alla formazione per chi intendesse intraprendere la professione di tartufaio, con addestratori di cani da tartufo ed esperti del nostro territorio, in collaborazione con Condotta Slow Food Genova – Giovanni Rebora e l’Ass. Tartufai e Tartuficoltori Liguri. L’evento è patrocinato da Regione Liguria.

gelato

Gelati speciali: nasce a Genova un gelato per i malati di Crohn

Ciò che noi oggi intendiamo con il termine gelato, è completamente diverso dal “prodotto gelato” dell’antichità. Il gelato del passato era semplicemente un aggettivo che accompagnava alcune bevande o alimenti che venivano consumati in epoca antica, mescolati a neve o ghiaccio: la frutta, il vino, il latte fermentato ed altri alimenti. La pratica di raffreddare gli alimenti era comune in molte culture, da quella cinese a quella araba e anche tra gli antichi Romani. Il gelato dalle origini ad oggi ha fatto molta strada, cambiando in forme e gusti fino ad arrivare a gelati speciali per persone affette da malattie, che dovevano in passato rinunciare a questa prelibatezza ma che oggi non dovranno più privarsene, grazie ad un giovane inventore.

Ed ecco che arriva un gelato per le persone affette dal morbo di Crohn, patologia infiammatoria dell’intestino. L’idea è di un ragazzo di 15 anni, Diego Costi, che alcuni mesi fa ha scoperto di avere questo morbo. Il suo percorso di cura è passato non solo attraverso i farmaci, ma anche attraverso l’elaborazione di un progetto per la creazione di un gelato ad hoc adatto alle persone affette dall’infiammazione intestinale. Si tratta di un gelato al gusto di mango che è stato presentato al salone Orientamenti di Genova, dedicato alla formazione. “Un grande esempio di forza e tenacia e una bellissima iniziativa”, sottolinea l’assessore regionale alla Salute Sonia Viale. Il gelato ha avuto la validazione scientifica dell’Istituto Gaslini in questo modo anche chi è affetto da questa patologia può gustare un buonissimo gelato, al gusto di mango”.

Un’ altro gelato speciale, meno recente,  riguardante il benessere e la salute generica, è il gelato chiamato Powellnux “gelato della salute”. Questo gelato avrebbe dei benefici per quanto riguarda il nostro cuore, con all’interno alimenti ricchi di antiossidanti , tra cui diversi frutti rossi quali melograno, goji, mirtilli. Tuttavia molti cibi, da quando sono raccolti a quando raggiungono la nostra tavola, perdono le loro proprietà. Gli alimenti che conservano meglio queste sostanze sono invece la frutta secca, le fave di cacao e il tè verde, in particolare a temperature basse e controllate. Un gelato con questi ingredienti diventa allora il più la a,adatto a una dieta sana.

pesto

Tre famosi chef di New York a lezione di pesto e focaccia

Da giovedì 14 a domenica 17 novembre, tre tra i più famosi chef italiani d’America, tutti residenti a New York, saranno a Genova per conoscere i segreti delle eccellenze alimentari genovesi per poterle poi promuovere a New York, anche grazie alle riprese televisive che verranno realizzate durante la loro permanenza nella nostra città. Roberto Caporuscio, Angelo Competiello e Cesare Casella sono i nomi di spicco della ristorazione italiana a New York.

L’idea di questa collaborazione è nata e ha preso forma durante la visita a New York della delegazione genovese per il Columbus Day. Laura Gaggero assessore allo Sviluppo Economico Turistico e Marketing Territoriale, dichiara:” Abbiamo riscontrato un forte interesse per tutto ciò che riguarda la cultura italiana del mangiar bene, e la cucina ligure si presta benissimo a rappresentare il punto d’incontro tra la tradizione e l’innovazione, che è ciò che i tre chef nostri ospiti esprimono. Ci piace molto il loro modo, intelligente e simpatico, di utilizzare i media, soprattutto i social, per far conoscere la cucina italiana. Per questo vorremmo che questo incontro ci aiutasse a diffondere in America non solo l’immagine dei prodotti tipici della nostra cucina, ma soprattutto quella di una città che possa interessare, incuriosire e attrarre il pubblico dei food lovers internazionali, settore di mercato turistico molto interessante e in continua crescita”.

Prosegue l’assessore alla Cultura di Regione Liguria Ilaria Cavo:”Le celebrazioni Colombiane a New York hanno costituito una grande occasione di promozione delle eccellenze di Genova e della Liguria. I nostri prodotti tipici, come il pesto e la focaccia, sono uno straordinario volano non solo economico e turistico ma anche culturale, sono il legame con il territorio, fanno parte delle tradizioni che vengono tramandate di generazione in generazione. Per questo la Regione è impegnata per promuovere il pesto e le materie prime che sono alla base della sua preparazione, sostenendo anche la sua candidatura a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco. La presenza e l’interesse dei tre chef che arriveranno a Genova è la prova delle potenzialità internazionali di questi tesori di Liguria”.

Il presidente della Camera di Commercio di Genova Luigi Attanasio aggiunge:“Genova sta diventando una destinazione sempre più conosciuta a livello internazionale anche per merito della sua cucina, dei suoi prodotti di grande qualità e della creatività dei suoi cuochi”.

Conclude poi Gianni Berrino, l’assessore regionale alla Promozione turistica e Marketing territoriale :“Il fatto che tre grandi chef italiani residenti in America di fama internazionale vedano coi loro occhi le coltivazioni delle materie prime e si cimentino nella preparazione dei prodotti che rendono famosa la Liguria nel mondo, ci rende particolarmente orgogliosi. Grazie a questa visita il pesto e la focaccia troveranno maggiormente spazio nei menu dei ristoranti della Grande Mela. E, grazie a ciò, sono certo che saranno sempre di più i turisti americani intenzionati a soggiornare da noi perché attratti anche dai nostri prodotti enogastronomici”.

Gli incontri si terranno in diversi luoghi e con diversi programmi: giovedì 14 novembre, gli chef prepareranno alcune ricette a base di pesto presso “le serre di Prà”, venerdì 15 saranno invece ospiti del MOG (Mercato Orientale di Genova), a partire dalle ore 9 verrà loro insegnata la preparazione della focaccia genovese. Nel pomeriggio, alle ore 16.45, saranno a palazzo Tursi per un incontro ufficiale con il Sindaco Marco Bucci, per poi spostarsi, alle ore 17, nelle cucine storiche di Palazzo Spinola, uno dei palazzi dei Rolli patrimonio UNESCO, dove assisteranno a una dimostrazione di pesto al mortaio. La giornata di sabato 16 novembre comincerà, invece, alle ore 10, con la visita guidata delle più belle botteghe storiche della città. Nel pomeriggio i tre chef prenderanno parte a un laboratorio di focaccia al formaggio, nuovamente al MOG.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

tiramisù

Il Tiramisù World Cup, fa spazio alla fantasia

Si sono svolte il 21 e 22 settembre scorso, le gare della manifestazione agonistica che ha visto quest’anno scendere in campo oltre 600 partecipanti. I “giudici buongustai”, scelti tra le migliaia di candidature che sono giunte dal pubblico, hanno selezionato, tra i partecipanti , il più brillante nel superare il “tiramisù test”. Una gara creativa, con la possibilità di sostituire il biscotto ed aggiungere fino a 3 ingredienti.

A vincere la scorsa edizione dei campionati mondiali sono state due donne: Diletta Scandiuzzi, cantante lirica di 34 anni e Trevisana, con il tiramisù classico: “più buono del mondo”, e Francesca Piovesana, 44 anni, fisioterapista , proveniente da Casier, che  ha creato un’ tiramisù con cannella e zenzero. In quest’ultima edizione spiccano Fabio Peyla e Sara Arrigoni con una versione creativa al mojito, ma non alcolica.

Tra le versioni creative, si sono poi viste proposte di crema di nocciole con Vanessa Orso; caffè profumato alla Fava di Tonka, crema al pistacchio e amaretti di Roberta Minisini; bucce di arancia, creato da Silvia Zanini; ed infine granella di mandorle, amaretti e lamponi ad opera di Chiara Ongaro. Mancava forse all’appello, in questa edizione, qualche invenzione più osé, come quelle che si sono viste in  passato:  tabacco, wasabi e cipolla di Tropea. Il tiramisù è un vero e proprio successo globale, nella prima edizione dei campionati, 3 anni fa, centinaia di testate giornalistiche hanno ripreso la notizia in tutto il mondo.